I Laghi

Sull'intero territorio regionale si possono contare ben 707 laghi di ogni dimensione per una superficie lacustre totale di circa 9.5 km 2.

Dai più famosi come il Lago Blu di Breuil-Cervinia in cui si specchia vanitoso il "più nobile scoglio d'Europa", il Cervino, ai più sconosciuti e nascosti delle valli, questi laghetti incastonati tra le rocce, ai piedi dei ghiacciai o circondati dal verde dei prati e dei boschi abbelliscono e ingentiliscono il paesaggio alpino come tante pietre preziose dai mille colori.

Escursione al lago Tsan

Il lago Tsan

Questo lago, che ha uno stupendo colore che passa dal celeste, al verde, al blu, si trova incastonato al fondo della conca di Torgnon, circondato da splendide cime: la Punta Tsan a nord, la Punta Chavacour a nord ovest e la Cima Bianca a ovest. Il panorama si estende però anche a gran parte delle cime del versante opposto della vallata tra cui il Gran Tournalin e il Gran Sometta, regalando scorci suggestivi ed emozionanti.

  • Accesso: Uscita autostradale di Châtillon- Saint-Vincent. Procedere sulla strada regionale n. 46 per la Valtournenche fino ad Antey-Saint-André, dove si svolta a sinistra per Torgnon. Giunti al paese proseguire verso i villaggi alti in direzione di Septumian e poi oltrepassare la bella area pic-nic attrezzata di Plan Prorion. Dopo aver superato un campo di calcio si esce dal bosco e dopo alcuni tornanti si arriva al bar ristorante Lo Vierdzà di Chantorné ove ci sono i divieti di transito per le auto.
  • Superficie del lago: ha 2,53
  • Origine: sbarramento morenico
  • Rocce: vari calcari e dolomia
  • Pescosità: assente
  • Animali rari che potreste vedere: stambecchi, camosci, caprioli, aquile reali, galli forcelli, pernici bianche, lepri variabili, marmotte.
  • Altitudine all'inizio dell'itinerario: m 1840
  • Altitudine del lago: m 2440
  • Dislivello in salita: 600 metri circa fino al bivacco Tsan
  • Tempo di percorrenza in salita: ore 3-3.30
  • Difficoltà: inesistenti sino al ponte adiacente il lago Loditor, poco più impegnativo il rimanente percorso.
  • Cartina dei sentieri: Comunità Montana Monte Cervino - scala 1:25.000

L'escursione a piedi ha inizio seguendo l'interpoderale e il sentiero n. 1 (vedere cartina dei sentieri della Comunità Montana Monte Cervino - Comune di Torgnon), che con percorso pianeggiante arriva fino alla piana di Loditor (quota 1900 m), ormai trasformato in uno stagno a causa della crescita di canneti e zolle erbose.

Si prosegue per il sentiero n. 1, passando accanto ai ruderi dell'Hospice de Chavacour, un tempo destinato ad accogliere i viandanti. Tra le cime circostanti infatti si aprono valichi che si ritiene fossero un tempo assai frequentati per i commerci con la Valpelline e la Svizzera.

Poco oltre si attraversa il Ru de Chavacour, canale medioevale che trasporta l'acqua dai ghiacciai fino alle colline di Verrayes.

Si incrocia quindi una strada interpoderale, che si segue per un breve tratto verso nord. Si devia quindi a sinistra per il sentiero n. 4 (vedere cartina dei sentieri della Comunità Montana Monte Cervino - Comune di Torgnon) diretto al lago e alla Fenêtre de Tsan. Si oltrepassa l'alpeggio Crotte de Loup. Il sentiero sale quindi ripido, ormai fuori del bosco, fino a giungere a una valletta erbosa e piegando a destra risale il pendio che porta al bivacco Tsan (quota 2842 m), ai piedi del quale si trova il lago omonimo.

Ambienti calcarei d’alta quota al Lago Tsan: 'la borna di ciove' (2530 m)

La struttura geologica della Valle d'Aosta, prevalentemente costituita da rocce vulcaniche, non lascia troppo spazio ai fenomeni carsici propri delle rocce calcaree; solo in pochissime zone restano tracce delle rocce sedimentarie del fondo del mare, le cui acque ricoprivano la regione prima dell'orogenesi alpina.

Una di queste rare zone carsiche è visibile proprio al lago Tsan, alle falde della Cima Bianca, nell'alto vallone di Torgnon, inciso dal torrente di Chavacour.

E' curioso il fenomeno delle sue acque che scompaiono improvvisamente in una cavità naturale detta localmente "Borna di ciove", dove "borna" significa "buco" e "ciove" sta per "gracchi". L'origine del toponimo deriva dai gracchi (grosso uccello montano dei Passeracei, nero con riflessi verdi, becco giallo arancio e zampe rosse) che nella stagione estiva penetrano talvolta nell'orifizio alla ricerca di una temperatura più fresca.

Nella zona si notano inoltre fasce di rocce diverse e fra esse spicca quella biancastra di calcare triassico, inserita nello gneiss granitoide della serie di Arolla, che costituisce l'ossatura della catena. La grotta è stata scavata dalle acque del torrente Chavacour, che si riversano al suo interno per non tornare in superficie: almeno sotto forma di corso d'acqua di portata consistente, perché invece numerose risorgive costituiscono la fortuna dei soleggiati terrazzi di Verrayes e Saint-Denis che si estendono a sud della Becca d'Aver.

La cavità è stata esplorata e rilevata nel 1968 da speleologi del Gruppo Speleologico Piemontese. L'ingresso della "Borna di ciove" è rintracciabile a poca distanza dal sentiero dell'Alta Via e la sua visita richiede attrezzatura speleologica ed esperienza tecnica

Le Alte Vie della Valle d'Aosta. Emozioni tra terra e cielo. Regione Autonoma Valle d'Aosta. Assessorato Turismo, Sport, Commercio e Trasporti. Pagina 8.

Curiosità: personaggi illustri

La conca del lago Tsan, oltre ad offrire magnifici panorami e angoli selvaggi, è il punto di partenza di svariati percorsi alpinistici. Le soprastanti placche Rey alla Punta Tsan, ad esempio, sono state il banco di prova di personaggi illustri, tra cui la principessa Maria Josè che le affrontò nel settembre 1941, preparandosi per la scalata al Cervino, compiuta l'11 settembre dello stesso anno.

Così scriveva a proposito Albert Deffeyes sulla Rivista del CAI: "... Sono le 12 quando siamo sul colle (Col de Fort n.d.r.), dal quale si apre uno straordinario panorama sulla Valle d'Aosta mezza sommersa in un mare di nebbia. Dopo una piccola colazione ci leghiamo per iniziare la salita. Il tempo è splendido e le guide e i portatori, contenti che la gita si prospetti bene, ridono come matti anche perché Daniele Maquignaz narra, a proposito di vecchie guide, un sacco di cose interessanti che ha sentito raccontare.
L'altezza Reale precede con Luigi Carrel e Giulio Bich. Maquignaz ed io formiamo una seconda cordata, mentre Perruquet Pio ci accompagna col suo enorme sacco.
... In poco tempo si arriva con una superba arrampicata di oltre cento metri sulla torre che costituisce l'anticima dello Tzan. La cresta sale ripidissima alternando tratti a picco con altri meno esposti che si devono però sempre superare con impegno e in arrampicata. L'Altezza Reale ha ormai acquistato quel mordente e quella continuità nell'arrampicare che sono assolutamente necessari per compiere grandi salite e che sono quindi la caratteristica del vero alpinista".

La principessa concluse la scalata "tutto d'un fiato", in poco più di tre ore, iniziò la discesa alle 15.40 e alle 17.30 giungeva al lago di Tzignana. Deffeyes concludeva l'articolo sottolineando che era la prima volta che la Tzan veniva scalata così di slancio con partenza e ritorno ad Aosta, in giornata.

Pecchio, Oriana. Al lago di Tsan nella conca di Torgnon. Dove si specchiano le rocce. La Vallée Notizie. Sabato 26 luglio 2003. Pagina 42.