I Mulini ad acqua
Opportunamente guidata, l'acqua fornisce energia pulita, che alleggerisce il lavoro dell'uomo, risparmiandogli movimenti ripetitivi e faticosi. In Valle d'Aosta, nel passato esistevano centinaia di mulini ad acqua disseminati un po' ovunque ed erano il fulcro della civiltà contadina che lì ritrovava i suoi valori, le sue fatiche e le sue gioie semplici e genuine.
Con lo sviluppo di nuove tecnologie e con lo spopolamento della montagna, nel tempo, l'utilizzo dei mulini è stato a poco a poco abbandonato e attualmente ne esistono ben pochi funzionanti. La tendenza di questi ultimi decenni ad una riscoperta e valorizzazione delle tradizioni e delle radici ha portato al loro recupero come nel Comune di La Magdeleine.
I suoi otto mulini conservano ancora oggi un grande fascino che si avverte forte e avvolgente percorrendo il piccolo sentiero che li costeggia allorché, posato lo sguardo sulla tranquilla serenità della natura che li circonda, ci si sofferma ad ascoltare il sussurro frusciante dell'acqua che gorgoglia tra i sassi del piccolo torrente ed accompagna il severo, ma rassicurante rumore delle macine che girano e girano, quasi fuori dal tempo.
Tratto da: Remacle, Claudine . Des "Artifices". Environnement. Ambiente e territorio in Valle d'Aosta. Regione Autonoma Valle d'Aosta, Assessorato Territorio, Ambiente e Opere Pubbliche, Servizio Gestione Qualità dell'Ambiente. Anno VIII. Numero 22, marzo 2003.
La struttura dei mulini
Necessitando di un corso d'acqua per il suo funzionamento, raramente il mulino viene edificato all'interno del villaggio. E' in genere costruito nel luogo più vicino servito da un corso d'acqua o, al limite, in una zona accessibile a più centri abitati.
Strutturalmente è, in genere, composto da tre livelli; la pendenza del terreno oppure una scala consentono l'accesso al piano più alto dove vengono depositati i cereali.
Questi, attraverso una botola, sono versati al livello inferiore nella tramoggia che ne regola il flusso, lento e regolare, alla pesante mola. Il livello più basso, interrato o seminterrato, ospita il meccanismo di trasmissione necessario per il movimento della mola.
Questa è infatti collegata, tramite un perno verticale e degli ingranaggi, alla grossa ruota provvista di pale, mossa dalla spinta dell'acqua. La ruota può girare sia su un asse verticale (in questo caso è ospitata nel locale più basso) oppure orizzontale (in genere, per motivi di ingombro, esterna al fabbricato).
A volte dove le necessità agricolo-economiche del villaggio lo richiedono, affiancato al mulino troviamo il frantoio, che sfrutta lo stesso sistema motorio. La differenza sostanziale sta nel fatto che il frantoio schiaccia sfruttando il movimento rotatorio della macina, mentre il mulino trita, grazie allo sfregamento della mola mobile sulla base fissa.
Comunità Montana Monte Cervino - Guida storico-artistica . A cura di Maria Cristina Ronc. Torino, CDA, 2000. Pagine 127-128.
Itinerario culturale: Il Sentiero dei Mulini, La Magdeleine
Accesso: Uscita autostradale di Châtillon- Saint-Vincent . Seguire quindi la strada regionale n. 46 per Breuil-Cervinia. Procedere per circa 7 km sino ad Antey-Saint-André, quindi svoltare a destra per La Magdeleine. Continuare fino in Loc. Clou dove si trovano il Municipio e la Biblioteca e da dove ha inizio l'itinerario alla scoperta dei mulini.
Per informazioni: Biblioteca Comunale
Loc. Clou - 11020 La Magdeleine (AO)
Tel. 0166.548274 / fax 0166.548989
Municipio
Loc. Clou - 11020 La Magdeleine (AO)
Tel. 0166.548274 / fax 0166.548989
Nelle frazioni di Brengon, Clou e Messelod, allineati rispetto ad un piccolo corso d'acqua che trae origine da alcune sorgenti sotto le pendici del Monte Tantané e che si raccoglievano un tempo in uno stagno ed ora in una piscina appositamente costruita, si trovano ben otto mulini; di essi sette sono stati ristrutturati e tre, come certamente fecero per tanti e tanti anni, sono ora in grado di macinare i cereali che venivano coltivati sulle assolate pendici dei dossi che circondano il paese.
Le origini di queste costruzioni si perdono nei secoli passati, ma sono certamente assai antiche come lo furono i primi insediamenti umani nei luoghi che ora compongono il Comune di La Magdeleine. Infatti, siccome gli antichi abitanti vivevano certamente delle risorse della terra, era indispensabile disporre di apparecchiature atte a utilizzare sul posto, e quindi a macinare e cuocere, i cereali che si raccoglievano (segale, orzo, avena in particolare). Ecco il motivo della costruzione dei mulini, alcuni dei quali sono giunti fino a noi in condizioni più o meno discrete, dopo aver subito evidentemente chissà quali e quanti interventi manutentivi e ricostruttivi.
L'importanza dei mulini nell'economia rurale del tempo è confermata anche dal fatto che, frequentemente, con la proprietà di un campo o di una porzione di terreno in genere veniva altresì trasferito il diritto ad utilizzare per un determinato tempo un determinato mulino.
La singolarità degli edifici dei mulini consiste anche nel fatto che essi sono disposti "in catena" allo scopo di sfruttare la poca acqua disponibile; questo fatto ha evidentemente condizionato anche la "tecnologia" utilizzata: si tratta di mulini a ruota idraulica orizzontale, in presa diretta, cioè senza l'utilizzo di ingranaggi o meccanismi similari, rispetto alle macine.
Inoltre, proprio al fine di utilizzare in modo più razionale possibile l'acqua, era indispensabile che l'attività si svolgesse in modo quasi contemporaneo in ciascuno degli otto mulini: seguendo questa impostazione il risultato era praticamente quello di moltiplicare per otto la capacità lavorativa dell'acqua. Vennero, allora, messi a punto dei precisi "Regolamenti di utilizzo dei mulini" in cui si stabilivano tanto le modalità e le tempistiche di funzionamento, quanto i diritti di uso di ciascun partecipante/proprietario.
Come spesso avveniva, anche i mulini di La Magdeleine avevano dei nomi che derivano dalla loro localizzazione, dal luogo in cui si trovano oppure dai proprietari o della famiglia che l'avevano costruito. Partendo dal mulino che si trova in posizione più elevata, i nomi che sono stati ritrovati grazie ai ricordi degli anziani del paese, sono i seguenti: moulin haut, moulin d'Arfonse, moulin di Tonne, moulin di Chioset, moulin de la Place, moulin di mule e moulin di Messelou.
Tratto da: La Magdeleine e i suoi mulini. Volantino della Biblioteca Comunale di La Magdeleine.


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