Châtillon: i personaggi storici
Eugène Mus, artigiano-scultore, era originario di Torgnon ma abitò in un primo tempo a Châtillon e successivamente a Saint-Vincent. Egli era riuscito a sfruttare il movimento del meccanismo del mulino, situato accanto alla sua abitazione di Châtillon, per un uso assai diverso da quello consueto: aveva creato un congegno per collegare al mulino le culle dei bambini, facendole dondolare ritmicamente. Trasferitosi a Saint-Vincent iniziò a produrre una linea di articoli per la rivendita di tabacchi aperta dalla moglie: numerosi i contenitori per il tabacco, i trancia sigari, le pipe ecc. Mus lavorò sempre a ritmo sostenuto, producendo qualsiasi oggetto commissionatogli, dai mobili ai tavoli raffiguranti soggetti storici, animali, motivi floreali. Il legno preferito era il noce, ma non mancano stufe costruite in pietra ollare. Egli presentò le sue opere a concorsi di scultura a livello nazionale ricevendo numerosi riconoscimenti. Presentò anche opere di spicco alla locale Fiera di Sant'Orso. Ogni suo oggetto era minuziosamente elaborato: infatti lo studio dell'intaglio presso la scuola Svizzera gli fece acquisire una tecnica raffinata. Fra i soggetti maggiormente raffigurati spiccano gli animali, presenti sui cofanetti come impugnatura, sui calamai e in numerosi altri oggetti. Ebbe sei figli fra i quali il famoso pittore Giuseppe Italo e Hamilton artigiano e scultore nella bottega del padre.
Pantaléon Bich, nato a Chaméran, nel 1720 fu un intraprendente imprenditore metallurgico: fu lui ad iniziare lo sfruttamento delle miniere di ferro di Valmeriana e di Ussel, a stabilire alcune fonderie di modeste dimensioni sempre nel territorio di Châtillon, in società con il Barone d'Avise. Divenne uno tra i personaggi più in vista del Ducato di Aosta, ospitò numerosi personaggi illustri, tra i quali Napoleone, nel 1800.


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